Controllo del livello di Rombo
 
 
 
 
 
 
autore: Boss
 
 

Inizia a diventare un po' difficile parlare dei concerti dei Subsonica, perchè è ormai complicato evitare di cadere nella trappola del "caso discografico": un gruppo indipendente, fuori e, soprattutto, dentro, che non propone certo easy listening ma mescola rock, dub, drum'n'bass in una miscela assolutamente esplosiva, difficilmente riesce a fare il grande passo.

Loro lo hanno fatto, e questo live in doppio cd al prezzo di uno lo testimonia appieno.

Molti si erano chiesti, dubbiosi, dopo l’uscita di Amorematico, come sarebbero risultati i pezzi nella versione live, se non sarebbero stati troppo freddi.

Ma i dubbi vengono fugati se ascoltate, ad esempio, un brano potentissimo come “Albascura” o anche la stessa “Gente tranquilla” che cita nel finale il refrain di “Perfezione”.

Forse alcuni pezzi risultano un po’ troppo rinchiusi all’interno della loro forma, senza lasciare spazio all’improvvisazione. Ma ci sono altri pezzi che proprio al freestyle musicale  devono una nuova giovinezza (vedi la già citata Perfezione, o la splendida Velociraptor).

I soliti, simpatici mattacchioni ascoltatori di musica incanalati solo in un genere (non so perché ma mi vengano in mente i fan del gothic-metal) diranno facilmente che “sì i Subsonica hanno portato qualcosa di nuovo nel logoro panorama musicale italiano ma cacchio che storia non sono stati coerenti con se stessi dovevano rimanere quelli degli inizi adesso si sono svenduti a mtv e alla dance”. Ecco, al fatto che i Subsonica stanno su Mtv notte e giorno non ci pensate. E’ un caso. Su un milione, per gruppi underground del genere. E se lo meritano tutto questo successo, per quello che c’è in giro. Certo, forse adesso sti cinque torinesi formatisi chissà come da un Centro Jazz (ma ve lo immaginate Boosta con la tastierona a tracolla che suona Keith Jarrett? E Samuel che è costretto a usare un solo microfono? Sono cose che fanno star male al solo pensiero) prenderanno una via diversa da quella intrapresa fino ad ora. O almeno così pare, visto che – si dice – che i live e i best sono un punto di un determinato periodo, una scusa per vendere un po’ di copie e per fare il punto della situazione. Certo, probabilmente fare il punto della situazione dopo appena tre dischi sembrerebbe un po’ troppo presto, ma mi piace ricordare che i Subsonica sono principalmente una live-band, che fanno dei concerti il loro punto di forza (tantissime tappe anche per promuovere un disco live).

E che qualcosa si sta comunque modificando lo si sente dai suoni, forse meno elettronici e sicuramente più caldi, a cominciare dalla chitarre di Max Casacci che, finalmente, si sta decidendo a ricordare il suo passato rock (per non dire metal).

Quasi mi dimenticavo degli inediti. L’Errore è sicuramente il più valido, quello che come impatto ricorda pezzi tipo Colpo di pistola od Onde quadre. Livido amniotico scivola via tranquillamente, dando spazio alla voce sensuale di Samuel che tanto fa urlare le ragazzine ai concerti (e lui con sta cosa ci gioca alla grande…provare per credere, ascoltate “Triathlon” di Cristina Donà). Non è certo uno dei pezzi migliori del gruppo, come non lo è Non chiedermi niente, anche se ha un groove e un ritornello che non ti lasciano più. Ma sicuramente questi nuovi pezzi (anche se a dirla tutta non aggiungono nulla di nuovo allo stile subsonico) sono qualcosa di più dei classici inediti che si mettono da riempitivo per questo genere di progetti.

Le cose più belle del disco, vi chiederete, sospettosi ascoltatori di musica alternativa? Sicuramente la cover di Ain’t no sunshine e, su tutto, gli urli di incitazione verso il pubblico di Samuel.

Ricordiamo: “Sentilo!”, “Jumpa”, “Si può saltare”, “Su le mani” “seh seh seh” “selecta”.

E dai, perdonatelo, è fatto così…(certo che se dire quelle magiche parole equivale a scoparsi 3/4 del globo femminile anch’io mi metto a gridare Jumpa la mattina appena alzato)